Scavi Archeologici 2020

Antica Minturnae

Ricercatori dell’Appia Perduta

Minturnae, colonia romana dedotta nel sulla sponda del Garigliano, è stata al centro di due interventi sul castrum, finanziati con fondi ministeriali Mibact, sotto la direzione di Giovanna Rita Bellini, archeologo funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone Latina e Rieti.

Il castrum per Minturnae è il luogo delle origini, ma anche nei secoli successivi l’area sacra della colonia civium romanorum dove si collocano il grande santuario delle acque, i templi e gli edifici pubblici ove venivano onorati, con statue e dediche poste dagli amministratori e dal popolo, i personaggi illustri di Roma e della città.
E’ stato anche il luogo in cui, come mostra la cartografia militare borbonica, sono stati effettuati i primi scavi archeologici dell’antica città, già alla fine del XVIII secolo.
Per la prima volta dopo quasi un secolo dalla prima esperienza (e una successiva realizzata negli anni ‘30 del Novecento limitatamente ad un’area marginale) si riprenderanno le attività di scavo, affrontate con un approccio di ricerca moderno e scientifico.
Un affascinante viaggio a ritroso nel tempo, con l’obiettivo di riportare in luce le varie fasi di occupazione dell’area, ricostruirne la topografia, leggere le stratificazioni. Comprendere, in sostanza, la vita quotidiana che qui si svolgeva, ma anche i riflessi della grande Storia.

riannodare i fili della storia…

al Passo del Garigliano

Luogo simbolo dell’identità di questa terra e della sua gente, il Passo del Garigliano ha visto combattersi battaglie il cui esito ha contribuito a determinare la Storia d’Italia e d’Europa.

Qui si sono fronteggiati Romani e Aurunci nel IV secolo a.C., nel 910 Cristiani e Saraceni, nel 1503 Aragonesi ed Angioini, nel 1860 Sabaudi e Borbonici, nel 1943-44 truppe Alleate e Tedeschi durante la guerra di Liberazione sul fronte della linea Gustav.

Antica Minturnae

il quadro d'insieme

qui le immagini zenitali che mostrano i luoghi dello scavo, per rapportarsi alla mappa Google pubblicata appena sopra.
credo sarebbe interessante evidenziare le aree individuate come stralci della campagna di scavi

mappa cantiere 'Castrum 1'

qui una immagine zenitale (o google map) con perimetrazione area castrum 1 (ed eventualmente segnalazione emergenze con i relativi pin)

mappa cantiere 'Castrum 2'

qui una immagine zenitale (o google map) con perimetrazione area castrum 2 (ed eventualmente segnalazione emergenze con i relativi pin)

una ricerca lunga 3 secoli…

(ri)Scoprire una Città

Gli scavi condotti nell’area del castrum (il primo insediamento coloniale romano, 296 a.C.) hanno svelato un intero isolato della Antica Minturnae, delimitato da un tratto spettacolare della antica via Appia, decumano massimo della città, e dai due cardini ad essa ortogonali.
Su un lato della Regina Viarum sono ora visibili la scalinata di accesso al grande santuario urbano (attribuibile a Venere genitrice e correlato alle origini della dinastia Giulio-Claudia) e, di fronte, un grande complesso architettonico (Augusteum) destinato al culto imperiale e realizzato da Augusto all’inizio del suo principato, a completamento di una vera e propria ristrutturazione urbanistica.

L’immagine più suggestiva di questi scavi è senza dubbio la spettacolare deposizione di blocchi architettonici sui basoli della Via Appia per impedirne la percorribilità.
Questa “obliterazione” ci parla, forse, di un ultimo strenuo tentativo di difesa da nemici provenienti dal fiume, e certamente della fine di Minturnae e della via Appia romana, avvenuta tra il VI e l’VIII secolo d.C.

Timeline scavi archeologici

Timeline scavi archeologici
1780
1780

il “passo” del Canova

il “passo” del Canova

Antonio Canova e Giannantonio Selva si dirigono a Napoli. Nel suo diario il Canova appunta la notizia di scavi appena iniziati nell’area della città antica.

1787
1787

l’Archeologia ai tempi dei Borbone

l’Archeologia ai tempi dei Borbone

Il marchese Venuti ottiene dal Re il permesso per intraprendere, a titolo personale, una campagna di ricerche archeologiche nell’area dove sorgono le rovine dell’antica Minturnae. In base alle testimonianze dell’epoca, già nei primi mesi di lavoro vengono alla luce diversi materiali di pregio, tra cui statue, rilievi, iscrizioni e frammenti architettonici.

1817
1817

spoliazione ed esportazione

spoliazione ed esportazione

Il maresciallo Conte Laval Nugent effettua degli scavi nella città. Molti reperti vengono condotti nel castello di Tersetto presso Trieste. Dopo varie vicende i reperti, tra cui 158 statue, sono venduti al Banati di Zagabria, ed in seguito raccolti nel museo archeologico della città.

1926
1926

Marica

Marica

Viene esplorato dalla Soprintendenza di Napoli il santuario della dea Marica, ricuperata la copiosa stipe italica e romana

1931
1931

gli Yankees sulle tracce del Grand Tour

gli Yankees sulle tracce del Grand Tour

Dal 1931 al 1933 Jotham Jonhson, della University of Pennsylvania, conduce tre campagne di scavo nella città, concentrandosi nell’area del cosiddetto Foro Repubblicano, nei pressi del tempio L e del tempio B, ed in generale nel settore centrale della città.

1942
1942

1942

Sotto la giurisdizione della Soprintendenza alle Antichità di Roma I vengono intrapresi gli scavi ed il restauro del teatro, con la direzione di Salvatore Aurigemma.

1955
1955

1955

Giorgio Gullini intraprende degli scavi nel settore delle terme urbane, fino al 1957. Alcuni edifici sono interessati da una parziale anastilosi.

1967
1967

1967

In una serie di esplorazioni che si svolgono dal 1967 al 1981, Dominic Ruegg, conduce delle campagne al fine di identificare l’antico ponte romano sul Garigliano, per il Council of Underwater Archaeology di S. Francisco e il St. Mary’s College

2000
2000

2000

Scavi nella basilica

2003
2003

il saggio dell’Appia

il saggio dell’Appia

Scavi lungo un tratto della via Appia, a sud del tempio del divo Giulio.

2020
2020

alle origini della città

alle origini della città

Scavi nell’area del Castrum e sulla Via Appia

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per le Province di Frosinone, Latina e Rieti

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Via Pompeo Magno, 2 00192 Roma
tel.: 06-3265961
fax: 06-3214447

e-mail: sabap-laz@beniculturali.it
PEC: mbac-sabap-laz@mailcert.beniculturali.it

cod. fisc. 80186070589
Codice Univoco Ufficio: KIEQDB

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