Il marchese Venuti ottiene dal Re il permesso per intraprendere, a titolo personale, una campagna di ricerche archeologiche nell’area dove sorgono le rovine dell’antica Minturnae, con il fine di reperire oggetti antichi per le raccolte reali e per il fiorente mercato antiquario. Di questi scavi nulla ci è pervenuto, se non la tradizione di un carico di reperti affondato nelle acque del Garigliano. In base alle testimonianze dell’epoca, già nei primi mesi di lavoro vengono alla luce diversi materiali di pregio, tra cui statue, rilievi, iscrizioni e frammenti architettonici.
- Sir Richard Colt Hoare. A Classical tour through Italy and Sicily by Sir Richard Colt Hoare. 1819
- G.R. Bellini, I Borbone e Minturnae, 1734- 1861. Archeologia, circolazione dei beni, tutela e grandi opere al Passo del Garigliano, in “L’antichità nel regno. Archeologia, tutela e restauri nel Mezzogiorno Preunitario”, Reggio Calabria 26-29 aprile 2017, Reggio Calabria 2020, pp. 253-261